STORIA IN COMUNE: una stanza "virtuale" per raccogliere frammenti di storia locale, suggestioni, contributi di studio e di ricerca


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L’Archivio Storico del Comune di Leno (ASCLeno) è il settore del Servizio archivistico che si occupa del riordino, della tutela, della valorizzazione della documentazione storica comunale. “Storia in Comune” è un tassello delle attività di valorizzazione ed è un progetto avviato nell’anno 2009 per condividere la ricchezza culturale del patrimonio documentario conservato; ha tra i suoi destinatari la gente di Leno, senza distinzione di età, di cultura o di mestiere. La storia antichissima di Leno, ancora imprigionata in scritture di difficile lettura, e la storia dei secoli più vicini sono l'orizzonte nel quale ci specchiamo e il luogo immutato e indulgente che ci attende. "Storia in Comune" intende riscoprire questa storia attingendo da scritture e immagini, proponendo temi e vicende del territorio e delle persone che lo animano. Il progetto, aperto al contributo di quanti sono animati da interesse o da semplice curiosità verso le proprie radici, intende incoraggiare lo studio e le idee dei più giovani. Con questo blog "Storia in Comune" offre un agevole strumento di consultazione, di informazione, di ricerca.

martedì 17 febbraio 2015

Medicamento d'altri tempi

MEDICAMENTO
da usare dietro gli animali bovini, infermi
1712, [Brescia]
Ricette per la preparazione di medicamenti da usarsi per curare i bovini malati e per profumare le stalle infette.
mm. 430x310
Il documento reca la data 1712, è classificato tra i Proclami dell'inventario storico Sezione sec. XIX, volume primo, unità archivistica 53

Ne proponiamo una trascrizione:
"Una quarta di farina di miglio, con semola levato, o sii fermento pure di miglio tanto come un pane. S'impasti con vino buono la suddetta farina con il levato e si faccia un pastone e poi si lasci levare. Si prendi poi una quarta di caligine di forno, libre dieci, sale comune, quindeci libre d'aglio, con la scorza. Si pesti l'alio, & s'impasti il tutto insieme con vino generoso, e si faccia del tutto un pastone molle, si lasci asciugare, e si riponga in vaso di legno, se ne dii come un grosso ovo per animale, ogni mattina, e sera, dopo il pasto. Si loda il fegato d'antimonio infuso nel vin generoso, e darne al bue per tre volte, ogni terzo giorno. Sarà bene il darli da bevere l'acqua agitata, con il mercurio crudo in vaso di pietra ".
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aristolochia
"Prenda del miele vergine spumato, e purificato oncie otto. Radice di genziana. Radice d'aristolochia rotonda. Bacche di lauro. Mirra della scielta a mezz'onza. Si faccia S.A. un elettuario, e se ne dii all'animale, quanto una noce, in vino o in brodo."
brionia

"Prenda sale prunella. Alloe succotrino. Mirra Elletta. Theriaca vecchia a. onzie due. Canella fina. Polvere di brionza a. onzie due. Gambari polverizati tre onzie e mezza. Succo di cepa comune. Succo di brionia. Succo di limoni. Aceto generoso a. una lira. Miel vergine due lire. Si meschi tutto assieme, e se ne prenda tre onze per volta, e così si continua per tre mattine, facendoli soprabere due lire d'acqua di galega." 
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"Per profumare le stalle infette. Corno di bue tagliato in pezzi minuto, e bacche di ginepro"
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"Secondo profumo per la stalla. Finocchio di barbaria incenso, olivo benedetto, candela ceriola, zenevrello, treccia d'aglio, e sale tutto assieme unito per profumare le stalle
le mascotte expo

giovedì 12 febbraio 2015

Nutrire il pianeta. Acqua: energia per la vita


Breve panoramica storico-paesaggistica su sorgenti, fontanili e seriole nella campagna lenese, nell'ambito di una mostra di documenti e mappe del reticolo idrico comunale.





sabato 7 febbraio 2015

La "Speciarìa" (ovvero l'antica farmacia) comunale


La presenza dell'Abbazia benedettina a Leno, ha rappresentato
senz'altro un punto di riferimento importante anche per la diffusione della conoscenza dei rimedi naturali e per la cura delle malattie (con tutta probabilità nei locali del monastero vi erano un'infermeria ed una farmacia).
Sappiamo con certezza che gli amministratori comunali, il 30 agosto 1598,  hanno deciso di istituire una farmacia (la speciarìa o speziarìa) a beneficio degli abitanti e con lo scopo di fornire i medicinali ai poveri.
Lo storico Battista Favagrossa nel libro "L'Ospedale Civile e le principali istituzioni assistenziali sorte a Leno" a pag. 62 ricorda questa istituzione ed elenca le principali fonti presenti nell'archivio storico.
Tra queste, di particolare interesse, ne mettiamo in evidenza tre:

  1. un frammento di codice membranaceo contenente un trattato di erboristeria (scrittura minuscola gotica libraria in uso in Italia nel sec. XIV) (unità archivistica n. 445, b 63, n. 5). Il codice contiene un elenco di erbe ("De gala nigra"; "De elleboro albo"; "De elleboro nigro"; "De sandallis rubrico"; "De tamarindis") che fanno sicuramente riferimento ad un antico studio di erboristeria
    estratto
  2. una ricetta che serviva alla preparazione di farmaci per la cura degli animali, in particolare per i bovini malati, e per profumare le stalle infette
  3. un inventario della speciarìa di Leno, nel quale sono elencati vari tipi di olii, sciroppi, conserve, spezie, sali, ecc...) (unità archivistica 1601, busta 62, mazzo XLI, n. 11)
    estratto 



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