I Registri di Popolazione ottocenteschi restaurati nel 2001-2002

L’operazione di resturo di dieci registri di popolazione ottocenteschi è stata affidata alla Fondazione Enaip Lombardia – Scuola regionale per la valorizzazione dei Beni Culturali, con sede a Botticino.
La scuola ha realizzato l’intervento di restauro nell’ambito delle attività formative dell’anno scolastico 2001/2002 legate al corso di restauro di materiale cartaceo; le operazioni si sono svolte sotto la qualificata direzione della dott.ssa Chiara Perugini, docente del corso di restauro di beni librari, documentari e stampe.
Interessantissime sono le tecniche di restauro e le fase degli interventi eseguiti, di cui si vuole qui offrire un piccolo saggio.
I registri si trovavano in cattivo stato di conservazione a causa del contatto diretto per lungo tempo con l’umidità; i dorsi e la carta erano notevolmente danneggiati da attacchi microbici con deterioramento dei supporti. In particolare un registro ha subìto un attacco molto più esteso rispetto agli altri, che si evidenziava con la perdita di buona della carta.
Il registro in peggior stato di conservazione è stato interamente smontato, rimuovendo anche la cucitura delle carte. Le carte sono state poi pulite a secco. Quindi la carta è stata interamente ricostruita in corrispondenza del danno microbico che ha letteralmente mangiato una consistente porzione del registro; la ricostruzione è stata poi realizzata con carta giapponese di idonea grammatura. Ove i danni erano minori si è proceduto a velare la parte intaccata con velo giapponese.
Dopo il trattamento della carta si è provveduto a ricucire i fascicoli. L’operazione ha richiesto la formazione di un apposito telaietto, costruito artigianalmente ed appositamente da ditte che collaborano con la scuola di restauro, sul quale ricollocare i fogli e – con pazienza certosina ed anche con tecnica certosina  - la cucitura degli stessi su nervi in canapa e con filo di cotone, come da originale. Quindi  sono stati riapplicati al registro i capitelli originali, ricostruito il dorso con tela di lino e adesivo misto.

L’elenco degli interventi  – di cui si è voluto riportare analiticamente i passaggi così come la dott.ssa Chiara Perugini ci ha documentato con relazione tecnica - fa appena percepire la complessità delle operazioni.
Il rapporto di collaborazione avviato con la scuola, oltre a  consentire  il recupero di una documentazione che diversamente sarebbe andata irrimediabilmente persa per “consunzione, ci ha dato modo di conoscere una realtà, come la Scuola di restauro di Botticino, davvero eccellente.
La serietà del lavoro che qui viene svolto, in un clima molto sereno tra allieve ed insegnante, e comprova la raffinatezza delle tecniche che le allieve apprendono nel corso della formazione scolastica. Una formazione invidiabile che unisce l’apprendimento della teoria alla possibilità di acquisire abilità tecniche notevoli che offrono possibilità di lavoro inconsuete e interessanti.
Ovvia la gratitudine del Comune nei riguardi della dott.ssa Chiara Perugini, delle sue allieve e dei responsabili dell’istituto, per la loro sensibilità e la capacità di collaborazione con le istituzioni.

L'ARCHIVIO STORICO IN RETE CON LE SCUOLE PER EXPO

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